Festività soppresse e Festivi infrasettimanali: Le regole per le Funzioni Locali

Care Colleghe e cari Colleghi,

nell’ambito della nostra consueta attività di informativa sindacale, oggi facciamo chiarezza su un tema che impatta direttamente l’organizzazione del nostro tempo di vita e di lavoro: la gestione delle festività soppresse e dei festivi infrasettimanali, alla luce del recente CCNL e degli orientamenti giurisprudenziali.

Per il personale del comparto Funzioni Locali ci sono importanti novità organizzative che è fondamentale conoscere per tutelare i propri diritti.

Le novità sui Festivi Infrasettimanali e i Turni (CCNL 2022-2024)

Il nuovo CCNL Funzioni Locali 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio 2026, ha introdotto (all’art. 25) un cambiamento di forte impatto per chi lavora su turni. Fino ad oggi, le alternative durante un festivo infrasettimanale erano molto rigide per gli Enti: o il servizio veniva escluso dall’orario (nessun obbligo per i turnisti), oppure tutti i lavoratori inseriti in matrice dovevano prestare servizio con una maggiorazione del 100%.

La nuova disciplina introduce maggiore flessibilità organizzativa:

  • Gli Enti possono ora programmare la presenza di un numero ridotto di lavoratori turnisti durante le festività infrasettimanali, calibrando le presenze in base alla reale intensità e necessità del servizio.
  • Per i turnisti a cui non viene richiesta la prestazione lavorativa, la giornata resta festiva a tutti gli effetti, non genera alcun debito orario e non dà luogo al compenso per il turno.

Questa modifica sposta l’attenzione sul piano organizzativo: se da un lato offre maggiore elasticità ai dirigenti, dall’altro richiede scelte chiare e coerenti, che come sindacato vigileremo per evitare disparità di trattamento.

Le 4 giornate di Festività Soppresse: Come e quando fruirne

Oltre ai festivi infrasettimanali, tutti i dipendenti hanno diritto a quattro giornate di riposo all’anno (le cosiddette ex festività), previste originariamente dalla Legge n. 937/1977 e oggi disciplinate dall’art. 28, comma 6, del CCNL 21/05/2018.

È fondamentale ricordare che:

  • Queste giornate devono essere fruite esclusivamente nell’anno solare di riferimento e non possono essere in alcun modo rinviate o trasposte all’anno successivo.
  • In base a un recente parere ARAN, queste giornate devono essere fruite prioritariamente rispetto alle ferie ordinarie. Questo significa che, nel programmare i propri riposi, bisogna assicurarsi di esaurire prima le quattro giornate di festività soppresse per non rischiare di perderle.

Si possono monetizzare le festività soppresse non godute?

Di norma, le norme sulla “Spending Review” (D.L. 95/2012, convertito nella L. 135/2012) hanno stabilito il divieto di monetizzare le ferie e le festività soppresse non godute, ad eccezione di casi non imputabili al lavoratore come malattia, decesso o infortunio.

Tuttavia, un’importante pronuncia della Corte di Cassazione (Ordinanza n. 8926 del 04/04/2024) ha aperto uno scenario fondamentale a tutela dei lavoratori: il divieto di monetizzazione non preclude il diritto all’indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto di lavoro, qualora il datore di lavoro non dimostri di aver messo il dipendente nelle condizioni di esercitare tale diritto.

Cosa significa in pratica? Se l’Ente non ti ha adeguatamente informato e non ti ha formalmente invitato a fruire dei giorni di riposo, rendendoti edotto in tempo utile della loro possibile perdita, alla cessazione del servizio tali giornate devono essere monetizzate. La giurisprudenza assimila infatti le giornate di festività soppresse alle ferie ordinarie, riconoscendo per entrambe lo stesso principio di tutela.

Il nostro supporto

Una corretta programmazione e una puntuale conoscenza del Contratto sono l’unico vero scudo per difendere i propri tempi di recupero e la propria retribuzione.

Hai dubbi sul tuo conteggio ferie o ti è stato negato un permesso per una festività soppressa? Rivolgiti ai delegati RSU della tua struttura o contatta la nostra segreteria territoriale: siamo a tua disposizione per verificare la conformità dell’orario di lavoro o eventuali diritti alla monetizzazione inespressi.

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