Chi deve lavare la tua divisa? La Cassazione chiarisce l’obbligo di manutenzione dei DPI
Chi paga il lavaggio dei dispositivi di protezione? La Cassazione n. 15697/2026 ribadisce l’obbligo di manutenzione dei DPI a carico del datore di lavoro.
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Il datore di lavoro risponde penalmente per la mancanza della cassetta di primo soccorso e per l’omessa formazione? Analisi della Cassazione n. 15467/2026.
L’art. 583-quater c.p. sulle lesioni a pubblico ufficiale è reato autonomo o aggravante? L’ordinanza 17486/2026 rimette la questione alle Sezioni Unite.
Analisi della nota prot. 3873/2026 del Ministero della Salute sul Sistema operativo nazionale di allerta caldo (HHWW). Livelli di rischio e direttive per i Comuni.
Il DICCAP-SULPM chiarisce la propria posizione sui doppi turni previsti per l’Adunata Alpini, sul progetto FLEX e sulle tutele economiche, organizzative e di sicurezza per il personale della Polizia Locale di Genova.
Adunata Alpini, doppi turni e progetto FLEX: la posizione del DICCAP-SULPM Leggi tutto »
Scopri le novità e le FAQ sul nuovo Accordo Stato Regioni 2025 sulla formazione per la sicurezza. Regole per preposti, neoassunti e scadenze per le Funzioni Locali.
Il lavoro agile è ormai diventato una modalità strutturale e sempre più diffusa, con numeri in costante crescita in particolare all’interno della Pubblica Amministrazione e delle grandi imprese. Tuttavia, l’assetto normativo che ne regola la sicurezza ha appena subito una vera e propria rivoluzione. Con l’entrata in vigore della Legge 11 marzo 2026, n. 34 (pubblicata in G.U. il 23 marzo 2026), il legislatore ha introdotto novità stringenti per colmare le lacune del passato, trasformando quello che era percepito come un mero adempimento formale in un obbligo penalmente sanzionato. Ecco tutto ciò che i Dirigenti e i dipendenti della PA devono sapere per adeguarsi a partire dal 7 aprile 2026. Il nuovo obbligo di informativa scritta: Art. 3, comma 7-bis del TUSL La Legge 34/2026 (all’art. 11) modifica direttamente il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008), introducendo il nuovo comma 7-bis all’articolo 3. La norma stabilisce che, per le prestazioni di lavoro agile svolte in ambienti al di fuori della disponibilità giuridica del datore di lavoro (come ad esempio l’abitazione del lavoratore), l’assolvimento degli obblighi di sicurezza è assicurato tramite la consegna di un’informativa scritta. Questa informativa deve: Restano ovviamente fermi i doveri del dipendente pubblico, il quale ha l’obbligo di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dall’ente per fronteggiare i rischi. Il nodo cruciale per la PA: le nuove Sanzioni Penali per i Dirigenti L’obbligo di fornire un’informativa non è una novità assoluta, in quanto era già previsto dall’art. 22 della Legge 81/2017. La vera svolta epocale è l’introduzione di un regime sanzionatorio penale per chi non adempie. Modificando l’art. 55 del D.Lgs. 81/2008, la nuova normativa prevede che la mancata consegna o il mancato aggiornamento dell’informativa esponga il datore di lavoro pubblico (il Dirigente) a: Il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione non può più essere considerato un ambito sottratto agli obblighi in materia di salute e sicurezza. La mancata consegna del documento non rappresenta più una semplice criticità organizzativa interna, ma integra un rischio penale diretto per i vertici degli Enti. Come deve adeguarsi la Pubblica Amministrazione? Al termine della fase emergenziale, il lavoro agile nella PA è stato normato da specifici regolamenti integrati nei PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) e dalle direttive ministeriali. Per mettersi in regola ed evitare le pesanti sanzioni previste, le amministrazioni pubbliche devono attivarsi con urgenza adottando le seguenti misure organizzative: La transizione verso un modello organizzativo sempre più flessibile rappresenta una grande opportunità di modernizzazione per la PA. Tuttavia, l’innovazione non può prescindere dalla tutela del lavoratore. Invitiamo tutte le amministrazioni a procedere celermente alla revisione dei propri protocolli di sicurezza per garantire ambienti di lavoro, anche remoti, sani, sicuri e a norma di legge.