Adunata Alpini, doppi turni e progetto FLEX: la posizione del DICCAP-SULPM

In questi giorni l’Amministrazione ha diffuso comunicazioni relative al progetto predisposto per incentivare il personale a prestare servizio su doppi turni durante l’Adunata degli Alpini, con possibili intersezioni con il progetto FLEX.

Come DICCAP-SULPM riteniamo necessario fare chiarezza e spiegare ai colleghi quale sia la nostra posizione, sia sul piano economico sia, soprattutto, sotto il profilo della tutela della salute, della sicurezza e del corretto riconoscimento dei diritti del personale.

La nostra contrarietà al progetto FLEX

La nostra organizzazione sindacale è stata da sempre contraria al progetto FLEX, perché lo abbiamo sempre ritenuto uno strumento utilizzato principalmente per risparmiare sullo straordinario, sostituendolo con risorse economiche provenienti dal fondo dei lavoratori.

Si tratta di una scelta che, a nostro avviso, scarica sul personale il costo di una diversa organizzazione del servizio, invece di riconoscere pienamente il lavoro aggiuntivo prestato attraverso gli istituti contrattuali ordinari.

Il progetto Alpini è economicamente diverso, ma non privo di criticità

Per il progetto Alpini, invece, le risorse economiche dovrebbero essere reperite attraverso i fondi di cui all’art. 208 del Codice della Strada, quindi con risorse extra fondo.

Questo elemento segna una differenza importante rispetto al progetto FLEX. Tuttavia, non elimina le criticità che il sindacato ha rappresentato all’Amministrazione durante il confronto politico.

Abbiamo infatti evidenziato fin da subito i problemi legati alla salute e alla sicurezza dei colleghi, oltre ai forti dubbi sulla gestione concreta dei riposi e sull’impatto di turnazioni che possono arrivare a coprire fino a 14 ore di lavoro giornaliere.

Il vero problema: i doppi turni non possono diventare normalità

Il punto centrale, per noi, è molto chiaro: non è condivisibile lavorare in doppi turni, né durante l’emergenza legata all’Adunata degli Alpini né durante il resto dell’anno.

Purtroppo il problema non nasce oggi. I doppi turni in straordinario sono ormai diventati troppo spesso una prassi consolidata, al punto che in alcuni casi si arriva persino a chiedere un riposo per effettuare un doppio turno nel giorno di riposo.

Questo modo di organizzare il lavoro non può essere considerato fisiologico. Terminata l’emergenza Alpini, sarà necessario affrontare seriamente la questione, perché riguarda non solo l’eccezionalità dell’evento, ma l’assetto ordinario dei servizi, dei carichi di lavoro e della tutela del personale.

La tutela concretamente ottenuta al tavolo

Pur mantenendo ferma la nostra posizione critica, abbiamo lavorato per ottenere almeno misure concrete che potessero ridurre il disagio per i colleghi coinvolti nel servizio.

Al tavolo di confronto abbiamo proposto che il personale comandato ai varchi potesse iniziare e terminare il turno direttamente presso il varco assegnato, attestando la presenza tramite dispositivo mobile di servizio.

Questa proposta è stata accolta. Si tratta di un risultato importante, perché consente di evitare ulteriori spostamenti presso la sezione territoriale di competenza e permette di aumentare il tempo di riposo effettivo tra un turno e l’altro.

Il tema economico: maggiorazione del 50% per il lavoro nel giorno di riposo

Nel confronto con l’Amministrazione abbiamo inoltre ricordato che, per tutti i colleghi chiamati a prestare servizio nel turno di riposo, è dovuta la maggiorazione oraria del 50%.

Su questo punto ci aspettiamo un riconoscimento corretto e lineare, senza dover ricorrere a contenziosi per vedere affermati diritti che riteniamo pienamente spettanti.

Il nodo della non sovrapponibilità tra progetto Alpini e FLEX

Uno dei punti più delicati riguarda la dichiarata non sovrapponibilità progetti FLEX.

Nelle comunicazioni dell’Amministrazione si precisa infatti che, in caso di spostamento del riposo, non possa essere corrisposta anche l’indennità prevista dal progetto FLEX. In sostanza, secondo questa impostazione, i due progetti non sarebbero cumulabili.

Si tratta di un tema che aveva già suscitato dubbi nel corso del confronto politico.

Il problema è rilevante perché, da quanto risulta, in passato questa prassi di remunerare entrambe le prestazioni nell’ambito del FLEX sarebbe già stata adottata, con somme già liquidate al personale.

I dubbi che restano aperti

A questo punto le domande sono inevitabili.

Se oggi si afferma che i due istituti non sono sovrapponibili, che cosa accadrà rispetto a quanto avvenuto in passato? L’Amministrazione riterrà che vi siano stati pagamenti effettuati in modo non corretto? Verrà chiesta la restituzione delle somme eventualmente già erogate? Oppure sarà finalmente fornito un orientamento chiaro, definitivo e coerente?

Su questo punto è indispensabile che l’Amministrazione faccia chiarezza in tempi rapidi.

La posizione del DICCAP-SULPM

La nostra posizione resta ferma: la sicurezza non ha prezzo.

Pur non potendo incidere fino in fondo su una situazione presentata come emergenziale ed eccezionale, ci siamo impegnati per renderla almeno più tutelante sotto il profilo organizzativo e più soddisfacente sul piano economico.

Questo, però, non significa accettare come normale un modello organizzativo basato su doppi turni, riposi sacrificati e carichi di lavoro eccessivi.

Per il DICCAP-SULPM la tutela della salute, della sicurezza e dei diritti dei colleghi resta la priorità assoluta.

Continueremo a seguire la vicenda, a chiedere chiarimenti all’Amministrazione e ad aggiornare i lavoratori su ogni sviluppo.

1 commento su “Adunata Alpini, doppi turni e progetto FLEX: la posizione del DICCAP-SULPM”

  1. Giovanni Ruggiero

    Sei grande Musicò, sempre peggio, questo lavoro non è più da farsi, se sono questi i presupposti

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