Claudio Mascella

Comandanti della Polizia Locale e cumulo di incarichi: attenzione ai rischi di conflitto di interessi

Quando il comandante diventa il dirigente “tuttofare” del Comune Negli enti locali italiani accade sempre più spesso. Quando c’è un incarico da assegnare, una responsabilità da coprire o un ufficio da coordinare, la soluzione più immediata sembra essere sempre la stessa: affidarlo al comandante della Polizia Locale.Responsabile di settore.Coordinatore di progetti trasversali.Gestione di servizi amministrativi.Referente di attività che spesso hanno poco a che vedere con la funzione di polizia.In molti Comuni il comandante finisce così per diventare una sorta di dirigente “multiuso” dell’amministrazione.Il tema, tuttavia, non riguarda soltanto l’organizzazione degli enti locali, ma tocca principi fondamentali dell’ordinamento amministrativo, come l’imparzialità dell’azione pubblica e la prevenzione dei conflitti di interesse. Il principio del conflitto di interessi nella pubblica amministrazione La normativa anticorruzione richiede alle amministrazioni pubbliche di prevenire non solo i conflitti di interesse reali, ma anche quelli potenziali.Tra le principali norme di riferimento ricordiamo: Quando il cumulo di incarichi diventa problematico Il problema emerge quando una stessa figura si trova a svolgere contemporaneamente funzioni che possono interferire tra loro.Ad esempio quando un funzionario:• gestisce procedimenti amministrativi• controlla o vigila su quelle stesse attività• assume decisioni su settori nei quali esercita anche poteri di verificaIn questi casi può crearsi quello che viene definito conflitto di interessi strutturale.Non si tratta di una situazione occasionale, risolvibile con una semplice astensione, ma di una condizione stabile che può incidere sull’efficienza e sull’imparzialità dell’azione amministrativa. La specificità del ruolo del Comandante della Polizia Locale Il comandante della Polizia Locale non è semplicemente un dirigente amministrativo generico.Si tratta di una figura professionale con competenze specifiche legate a funzioni particolarmente delicate, tra cui: Una questione di buon andamento della pubblica amministrazione Il tema si collega direttamente ai principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, secondo cui la pubblica amministrazione deve operare secondo criteri di:• imparzialità• buon andamento• efficienza• trasparenzaPer questo motivo le amministrazioni devono valutare con attenzione le scelte organizzative che riguardano i Comandi di Polizia Locale, evitando situazioni nelle quali il cumulo di incarichi possa generare sovrapposizioni di funzioni o possibili conflitti di interesse. Una riflessione che riguarda tutti gli enti locali La questione non riguarda un singolo Comune o una specifica situazione organizzativa.Riguarda più in generale il riconoscimento della specificità professionale della Polizia Locale e il corretto equilibrio tra le diverse funzioni all’interno dell’amministrazione.Trasformare il comandante nel dirigente “tuttofare” dell’ente può sembrare una soluzione rapida per coprire esigenze organizzative, ma nel lungo periodo rischia di incidere sulla funzionalità dei Comandi e sull’efficacia dell’azione amministrativa. Domanda ai colleghi Nel vostro Comune il comandante della Polizia Locale ricopre anche altri incarichi amministrativi?Raccontate la vostra esperienza nei commenti.

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Comunicato stampa Tavolo Tecnico Interforze Roma 3 marzo 2026 rispetto e dignità delle divise

Tavolo Tecnico Interforze: “Ogni divisa merita rispetto e dignità” – il confronto lanciato da DICCAP

Roma, 3 marzo 2026: nasce il Tavolo Tecnico Interforze Questa mattina, presso la sede della Confederazione CSE FLPL a Roma (via Aniene 14), su iniziativa del Sindacato DICCAP, si è svolto un primo incontro di tavolo tecnico interforze con un obiettivo molto chiaro: rafforzare rapporti, chiarezza e rispetto reciproco tra le divise che operano ogni giorno sul territorio. Perché la realtà è semplice (e pure brutale): chi delinque non distingue il colore dell’uniforme. E ogni operatore in divisa, a prescindere dal Corpo, può diventare bersaglio di aggressioni, minacce e delegittimazioni. Chi ha partecipato Al primo confronto hanno preso parte rappresentanti sindacali di: (Per trasparenza: i nominativi dei firmatari e dei presenti sono riportati nel comunicato stampa ufficiale.) I punti condivisi: rispetto, dignità, lavoro comune Le OO.SS. presenti hanno manifestato disponibilità a proseguire il confronto e a costruire iniziative capaci di sensibilizzare “a 360°” sul tema sicurezza, partendo da tre impegni concreti: Polizia Locale: sul campo, ma spesso senza tutele adeguate Nel corso dell’incontro è stata anche richiamata una criticità che come DICCAP–SULPM diciamo da anni senza troppi giri di parole: la Polizia Locale vive quotidianamente il territorio, spesso in contesti ad alto rischio e fianco a fianco con le Forze di Polizia ad ordinamento statale, ma continua a scontare limiti e carenze di tutele che non sono più giustificabili. Un principio non negoziabile “OGNI DIVISA MERITA RISPETTO E DIGNITÀ”. Chi colpisce una divisa colpisce chiunque la indossi, indipendentemente dall’appartenenza: colpisce l’intero sistema della sicurezza pubblica e, con esso, lo Stato.

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Applicazione art. 24 CCNL 14.09.2000

Al Comune di GenovaDirezione Personalee, p.c.Al Sindaco del Comune di GenovaDirezione Corpo di Polizia LocaleLAVORATORISito Protocollo n. 46/26 Oggetto: Applicazione art. 24 CCNL 14.09.2000 – Progetto “Slittamento del riposo e flessibilità dell’orario dilavoro”. Egregi Dirigenti,la scrivente Organizzazione Sindacale DICCAP-SULPM intende sottoporre all’attenzionedell’Amministrazione una questione di natura contrattuale concernente l’applicazione dell’art. 24 del CCNL14.09.2000 nell’ambito del progetto denominato “Slittamento del riposo e flessibilità dell’orario di lavoro”,attualmente in continuità con le precedenti annualità.Come noto, il personale della Polizia Locale opera in regime di turnazione annualmente programmata, conpreventiva individuazione dei giorni di servizio e dei giorni di riposo settimanale.Nell’ambito del progetto sopra richiamato, il personale presta servizio in giornate originariamente destinatea riposo settimanale, con successiva fruizione del riposo in altra data. Per tale disponibilità è previsto unincentivo economico finanziato con le risorse del Fondo.Si ritiene opportuno richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sul disposto dell’art. 24, comma 1, delCCNL 14.09.2000, il quale stabilisce che il lavoro prestato nel giorno di riposo settimanale comporta: L’intento della scrivente non è quello di aprire un contenzioso, bensì di garantire una corretta applicazionedelle norme contrattuali nazionali e una coerente gestione delle risorse del Fondo, evitando possibili futurecontestazioni individuali o rilievi interpretativi.Si resta pertanto in attesa di un cortese riscontro in merito alla modalità con cui l’Amministrazione intendeassicurare il rispetto della disciplina prevista dall’art. 24 del CCNL 14.09.2000 nell’ambito del progetto inoggetto.Confidando nella consueta collaborazione istituzionale, si porgono cordiali saluti.Genova, 28 febbraio 2026

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